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17/08/2021
ZOOTECNIA

Il controllo delle mosche negli allevamenti

La mosche, insetti dell'ordine dei Ditteri, sono tra i maggiori responsabili della trasmissione di agenti patogeni, sia negli gli uomini che negli animali. 

Oltre alla comune mosca domestica, le più diffuse sono la Fannia canicularis, la Piophila casei - la mosca del formaggio che si ciba di materiale in decomposizione e la Stomoxys calcitrans conosciuta come mosca cavallina o mosca pungente. Le Sarcophagidae e i Calliphoridae invece, fanno parte dei “mosconi”, date le loro dimensioni e si distinguono per i loro colori vivaci, con riflessi blu-verdi e dal volo rumoroso. 

Le mosche negli allevamenti 
Gli allevamenti zootecnici rappresentano l’ambiente ideale per lo sviluppo delle mosche e la loro conseguente presenza infestante. Questo, oltre che essere un problema a livello igienico-sanitario, può essere la causa di un calo della produzione e della qualità dei prodotti animali, dovuti a stress e disagio costante arrecato dagli insetti.
Il loro controllo in stalla diventa un fattore di primaria importanza per il benessere degli animali, degli uomini e per la sicurezza alimentare. 
Per questi motivi ci sono sempre più atti normativi che obbligano gli allevatori a effettuare un concreto e funzionale controllo delle mosche presso gli allevamenti zootecnici. Si distinguono normative generiche di igiene e sanità pubblica, normative specifiche indirizzate al singolo allevatore e altre che si rifanno a leggi e decreti emanati nel passato. 
Le ispezioni presso gli allevamenti spesso sono eseguite su segnalazione di privati, che interpellano gli enti competenti (Ausl, Arpa, Comuni, Provincia, Corpo forestale dello stato). Ne conseguono accertamenti sulla corretta gestione e controllo delle mosche, oltre a rilevazioni relative alle rispettive aree di competenza. 

Lotta integrata, igiene e trappole
Il controllo delle mosche negli allevamenti risulta efficace quando si basa su un sistema di lotta integrata (Integrated Pest Management): la prevenzione combinata all’azione. 

  • La prevenzione comprende quelle procedure che rendono difficili le condizioni di sviluppo degli insetti; per la fase d’azione s’intendono invece, i metodi  fisici, biologi e chimici mirati all’eliminazione delle mosche.
  • L’igiene della stalla e di tutti gli spazi aziendali è un fattore altrettanto fondamentale per l’eliminazione di ogni potenziale fonte di sviluppo larvale, attivando specifici protocolli per la corretta gestione di rifiuti e scarti di stalla.
  • L’installazione di trappole a luce UV (utili anche per ricavare dati per il monitoraggio), integrate con cartoncini collanti (cattura massiva), rappresentano uno dei metodi più efficaci e facilmente applicabili in autonomia dall’allevatore. 

In conclusione, il controllo delle mosche nelle aziende zootecniche costituisce uno tra gli aspetti più importanti e impegnativi che un allevatore deve affrontare. L’integrazione delle diverse metodologie e azioni d’intervento, garantiscono il benessere degli animali e dell'attività in generale. 
 

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